Le origini di Mirano affondano nella storia
più lontana. Il nome Mirano, anticamente Miranum, deriva molto
probabilmente da mira o specola; i Romani vi dovevano tenere un
osservatorio militare, come nel vicino paese di Mira, a salvaguardia del
territorio bonificato e reso fertile entro la strutturazione viabile del
"graticolato".
La zona in cui il paese si situa - denominata
'Miranese' - presenta peculiari caratteristiche territoriali,
espressioni di secoli diversi ma perfettamente inserite nel contesto
naturale della tipica campagna veneta: il graticolato romano - tuttora
il più grande e meglio conservato delle centuriazioni romane conosciute
- e le ville con scenografici parchi edificate dalla nobiltà veneziana
nel Sei-Settecento. Il paesaggio è quello agrario tipico della
centuriazione romana: grandi appezzamenti divisi da siepi e percorsi da
lunghe strade rettilinee che s'intersecano ad angolo retto. Assoggettata
al dominio veneziano nel quindicesimo secolo, Mirano conobbe un lungo
periodo di pace sotto la dominazione della Repubblica, durante il quale
il Comune raggiunse il suo massimo splendore, con l'espandersi della
cultura di villa (soprattutto nel Sei - Settecento).
Tutto il territorio
del Comune di Mirano potrebbe essere definito monumentale, per la
ricchezza di opere d'arte e per i valori del paesaggio. In questa zona
di antichissima antropizzazione i romani realizzarono uno dei più
importanti sistemi viari di tutto l'impero, la centuriazione dell'epoca
imperiale, di cui si sono conservate tracce evidenti nella viabilità
attuale, con lunghi rettilinei che intersecano perpendicolarmente strade
disposte a intervalli regolari. Ma la più cospicua ed evidente
connotazione storico-ambientale e architettonica degli ultimi quattro
secoli è costituita dall'insediamento in villa. Le ville, preziose
testimonianze lasciate dalla nobiltà veneziana, insieme a chiese e
parchi si compongono in un ambiente naturale ricco di acque e di verde.
Mirano si popolò di ville aristocratiche, di case
padronali e rurali, che ancor oggi ingentiliscono la sua campagna e sono
meta di un turismo ricercato e discreto. Negli ultimi anni Mirano è
stato inserito negli itinerari dedicati a Giambattista e Giandomenico
Tiepolo. Giambattista, il padre, impreziosì la chiesa arcipretale di San
Michele Arcangelo con la Pala di Sant'Antonio. Giandomenico, il figlio,
ebbe ua predilezione per Mirano, tanto da soggiornare a lungo nella
piccola villa acquistata dal padre nel 1757 in frazione di Zianigo, ed
affrescarla con famosi dipinti.